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Dormire bene per vivere meglio!

24 Marzo 2026
Oggi abbiamo raggiunto al telefono il professor Francesco Fanfulla, responsabile della Medicina del Sonno presso l’IRCCS Maugeri di Pavia, e abbiamo il piacere di parlare con lui del sonno.
Simona Rattini - Radio Cortina
Oggi abbiamo raggiunto al telefono il professor Francesco Fanfulla, responsabile della Medicina del Sonno presso l’IRCCS Maugeri di Pavia, e abbiamo il piacere di parlare con lui del sonno. Buongiorno professore, bentrovato!

Oggi parliamo di un argomento importante: il sonno, elemento fondamentale per un benessere duraturo. Questo è l’ultimo macro-tema che avete affrontato nel recente Wellness Lab. Ma perché lo definiamo un potente alleato della salute?


Francesco Fanfulla
Il sonno è un elemento essenziale della salute, ma potremmo dire anche un elemento essenziale della vita. Non c’è vita senza sonno, non c’è sonno senza vita: è parte costituente dell’essere un organismo evoluto. Dormono tutti, qualsiasi animale. Il sonno è un momento in cui il nostro organismo attua tutta una serie di funzioni fondamentali, tra cui i processi di memoria, il riposo, il lavaggio di tutte le tossine accumulate durante il giorno, e vengono messi a riposo anche tutti quei sistemi molto attivati durante la veglia — pensiamo al sistema nervoso simpatico, all’attività cardiaca, eccetera. Più il sonno è profondo, più questi sistemi si riposano e sono pronti per affrontare la nuova giornata.

 


Simona Rattini - Radio Cortina
Partiamo proprio da qui, professore. Una domanda che può sembrare semplice ma è assolutamente importante: quante ore è necessario dormire in media per notte, e quanto contano davvero rispetto alla qualità del sonno?


Francesco Fanfulla
Facendo un discorso generale, siamo orientati a definire tra le sette e le otto ore come la media accettabile. Ovviamente questo numero dipende da due fattori fondamentali: in primo luogo l’età, e in secondo luogo le caratteristiche di ciascun individuo — esistono quelli che noi definiamo “brevi dormitori” e “lunghi dormitori”. Detto questo, al di sotto delle sei ore per notte l’organismo comincia a soffrire. Ma anche paradossalmente quando si dorme troppo: dormire più di dieci ore per notte in modo continuativo — non nel fine settimana quando si cerca di recuperare — è una spia che qualcosa non va. La durata è dunque importante, ma c’è un secondo parametro altrettanto rilevante: la regolarità. Studi molto recenti dimostrano che dovremmo mantenere orari il più possibile stabili, con oscillazioni tra una notte e l’altra non superiori all’ora. Se riusciamo a mantenerla, il sonno riesce a espletare tutti i suoi benefici. Al contrario, una marcata irregolarità espone il soggetto a rischi di patologie cardiovascolari, cerebrovascolari, metaboliche e altro ancora.


Simona Rattini - Radio Cortina
Parlando sempre di qualità del sonno: che cosa la influenza? Ci sono fattori che incidono maggiormente rispetto ad altri? Per esempio, parlando di lavoro, può essere importante anche lo stress?


Francesco Fanfulla
Sicuramente sì. Bisognerebbe andare a dormire tenendo lontano tutto ciò che durante il giorno ci ha disturbato. Le condizioni di stress, di sovraccarico, di eccessiva fatica hanno tutte un effetto assolutamente negativo sulla qualità del sonno. Così come il consumo di alcol, il consumo di caffè, o l’eccesso di alimentazione nelle ore serali, poco prima di andare a letto. Sono tutte situazioni che portano a un sonno di bassa qualità. Aggiungiamo poi l’esposizione ai dispositivi elettronici — telefonino, videogiochi, social media — che mantengono il cervello troppo attivo nelle ore serali, esponendoci anch’esse a un sonno di cattiva qualità.


Simona Rattini - Radio Cortina
L’ambiente in cui dormiamo ha un ruolo importante nel sonno? Pensiamo per esempio alla temperatura: dormire con troppo freddo o troppo caldo — qual è il consiglio che possiamo dare?


Francesco Fanfulla
Come al solito, gli estremi sono sempre situazioni che non favoriscono il sonno. In generale, una temperatura in camera tra i 18 e i 20 gradi, 21 al massimo, è chiaramente molto favorevole — e parliamo della temperatura nella stanza, non nel letto. L’eccesso di calore non raffredda adeguatamente il corpo e non predispone al sonno. Il nostro organismo si prepara al sonno già nel momento dell’imbrunire: non è un interruttore che si accende e si spegne, è un processo graduale. Quindi tutto ciò che riscalda, tutto ciò che è eccesso di luce o di rumore in camera da letto andrebbe evitato. Anche il caffè, in questo senso: una domanda che mi fanno spesso i pazienti è quando smettere di berlo. Al di là della variabilità individuale, bisognerebbe smettere almeno 4 ore prima di andare a letto. Per i consumatori abituali di tre-quattro tazzine al giorno, la finestra sale addirittura a 8 ore, altrimenti il rischio è un sonno più breve, frammentato e poco ristoratore — e il giorno dopo si aumenta ulteriormente il consumo di caffè, creando un circolo vizioso che non avrà mai fine.


Simona Rattini - Radio Cortina
Professore, concludiamo questa parte dedicata al sonno come alleato per la nostra salute con tre semplici raccomandazioni per un sonno ristoratore.


Francesco Fanfulla
Andare a letto rilassati. Prendersi il tempo che ci vuole la sera per pensare finalmente a noi stessi — fare un po’ di introspezione, di ragionamenti con se stessi. Spegnere tutto all’orario che ci sembra più consono, dedicarsi un po’ alla conversazione in famiglia, leggere un libro, ascoltare musica. E quindi, all’orario che riteniamo più opportuno, spegnere la luce.


Simona Rattini - Radio Cortina
Grazie ancora al professor Francesco Fanfulla, responsabile della Medicina del Sonno dell’Istituto Maugeri di Pavia. Ritorneremo a parlare di salute e benessere molto presto. Grazie anche alla Wellness Foundation e ai progetti che porta avanti per il nostro benessere fisico e mentale. Grazie, buonasera!


Francesco Fanfulla
Grazie a tutti. Buonasera!


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