World Happiness Report 2025

8 Aprile 2025

Secondo il World Happiness Report 2025 pubblicato da Gallup, ancora una volta i paesi più felici continuano a essere Finlandia, Danimarca e Islanda, che si confermano ai vertici della classifica grazie a un forte senso di fiducia sociale e a una buona qualità della vita. Tuttavia, si registra un calo della felicità negli Stati Uniti (sono usciti dalla top 20 per la prima volta, ora al 24° posto) e in alcune nazioni europee, mentre diverse economie emergenti mostrano miglioramenti. Nei paesi caratterizzati da forti disuguaglianze e instabilità politica, i livelli di benessere tendono a essere più bassi. L’Afghanistan, a causa del conflitto in corso, delle difficoltà economiche e della bassa fiducia nelle istituzioni, è il paese più infelice al mondo.  

I principali indicatori presi in esame continuano a essere il PIL pro capite, l’aspettativa di vita in buona salute, il fatto di avere qualcuno su cui contare, il senso di libertà nel prendere decisioni importanti per la vita, la frequenza media delle donazioni e la percezione della corruzione nel governo e nelle aziende. 

Il focus di quest’anno è stato l’impatto della cura e della condivisione sulla felicità delle persone. In particolare, gli atti di benevolenza (aiutare gli altri, donare, fare volontariato) hanno avuto un impatto maggiore sulla felicità rispetto ai guadagni finanziari.  

In tale contesto, sono state analizzate anche le cosiddette “domande sul portafoglio”, ovvero le previsioni degli intervistati riguardo al comportamento degli altri di fronte all’opportunità di manifestare benevolenza. Da questa analisi è emerso che la fiducia negli altri, come credere che un portafoglio perso venga restituito, ha avuto un impatto positivo sulla soddisfazione della vita. Ancora una volta, i Paesi nordici sono ai primi posti in questa classifica.
Nello specifico, le azioni benevole offrono maggiori benefici in termini di benessere quando coinvolgono: legami di cura, scelta di come farlo e un chiaro impatto positivo.  

Un altro elemento che emerge dal rapporto riguarda la solitudine, un fattore che incide notevolmente sulla felicità. Le persone che vivono da sole sono molto meno felici rispetto a coloro che vivono con altri, con un aumento della solitudine osservato soprattutto tra i giovani. Nel 2023, il 19% dei giovani adulti ha dichiarato di non avere nessuno su cui contare, un incremento del 39% rispetto al 2006. Tuttavia, come dimostrato da un intervento condotto presso l’Università di Stanford, i giovani spesso sottovalutano la benevolenza degli altri e diventano più felici quando sperimentano la gentilezza dei loro compagni. 

Questo sottolinea come la felicità non sia solo una questione individuale, ma un fenomeno sociale che dipende dalla qualità della governance, dalla solidarietà e dalle opportunità offerte a tutti i cittadini. Il rapporto invita governi e le organizzazioni internazionali a considerare la felicità come un indicatore fondamentale per il benessere, il progresso e lo sviluppo sostenibile. 

Fonte:
World Happiness Report 2025


 

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