L’Europa sta invecchiando

24 Gennaio 2024

L’Europa sta affrontando un’importante sfida demografica a causa del costante invecchiamento della sua popolazione. Le proiezioni indicano che entro il 2100 1 europeo su 3 avrà 65 anni o più, sottolineando la necessità di affrontare le varie conseguenze di questo cambiamento demografico. Se da un lato gli europei stanno sperimentando un allungamento della vita, dall’altro la qualità della stessa e la capacità di lavorare per un periodo prolungato stanno diventando una delle principali preoccupazioni.

Un recente webinar ospitato da ILC Europe Network ha approfondito il tema dell’invecchiamento sano e della prevenzione in Europa. La discussione si è concentrata sul confronto tra i Paesi europei in base a 6 parametri: life span (aspettativa di vita alla nascita), health span (aspettativa di vita in salute), work span (aspettativa degli anni di lavoro), income (reddito), environmental performance (rissultati ecologici), e happiness (felicità), misrati collettivamente dall’ Healthy Ageing and Prevention Index (HAPI). Questo indice fornisce indicazioni sulla misura in cui i governi hanno investito nella promozione della longevità.

Sebbene l’Europa sia al secondo posto a livello mondiale sia per la life span (81.2 years) che per la health span (70.7 years), il notevole divario tra queste cifre, circa 10,5 anni trascorsi in cattiva salute, sottolinea l’urgente necessità di migliorare l’aspettativa di vita in buona salute. Le cattive condizioni di salute limitano la capacità dei cittadini europei di condurre una vita attiva e di qualità, con forti disuguaglianze regionali che aggravano il problema.

Le disparità regionali sono evidenti tra i Paesi dell’Europa orientale e occidentale per quanto riguarda l’aspettativa di vita in buona salute. La Svezia, al 4° posto a livello globale, supera la Bulgaria, che si colloca al 56° posto. Gli svedesi possono aspettarsi di vivere 5,6 anni in più in buona salute rispetto ai bulgari e di lavorare in media 3,9 anni in più. L’aspettativa di vita è notevolmente inferiore nell’Europa orientale rispetto all’Europa occidentale, a causa di investimenti inadeguati nei sistemi sanitari e nelle misure di prevenzione.

In tutta Europa esistono esempi di buone pratiche che possono essere condivise e adottate a livello continentale. Nella Repubblica Ceca, ad esempio, i programmi intergenerazionali, come il “Grandmas and Grandpa fairy tale reading club“, favoriscono i legami tra gli adulti più anziani e i bambini più piccoli, promuovendo l’interazione sociale e la partecipazione attiva alla società in generale.

Sebbene persistano problemi di fondo, si notano cambiamenti positivi nell’atteggiamento verso l’invecchiamento. In Francia gli anziani riconoscono sempre più l’importanza dell’ “invecchiare bene“. L’aspettativa dell’invecchiamento in buona salute è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, con il 60% che la considera “Molto importante” nel 2023, rispetto al 39% del 2018. Questa prospettiva in evoluzione suggerisce una crescente consapevolezza da parte degli adulti europei più anziani della necessità di mantenere una buona salute e benessere durante l’invecchiamento.

L’invecchiamento della popolazione europea sottolinea l’importanza cruciale delle misure preventive e della promozione di un invecchiamento sano.

È il momento di agire!

Fonte: International Longevity Centre

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